Appalti pubblici ed equivalenza tra CCNL negli orientamenti della giurisprudenza: l’irrilevanza del superminimo

Autore: Anna Saioni

Anno edizione: 2026

Numero: 6

La ricerca esamina il ruolo del superminimo nel giudizio di equivalenza economica tra contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) nelle procedure di affidamento degli appalti pubblici, ai sensi all’art. 11 e all’All. I.01 del d.lgs. n. 36/2023.
Attraverso l’analisi di dieci pronunce dei Tribunali amministrativi rese tra il 2025 e il 2026, il lavoro ricostruisce i due contrapposti orientamenti giurisprudenziali emersi sul tema.
L’orientamento dominante – otto sentenze – esclude il superminimo dal perimetro del giudizio di equivalenza: trattandosi di voce di fonte individuale, eventuale e concessa unilateralmente dal datore di lavoro, è ritenuto per sua natura inidoneo a garantire la stabilità e la certezza dell’equivalenza richieste dalla legge.
L’orientamento minoritario – due sentenze – ne ammette la computabilità a condizioni specifiche: la non assorbibilità e il riconoscimento generalizzato e continuativo ai lavoratori per tutta la durata dell’appalto.